#0 - Fuoco, sgomberi e macerie
Il 12 ottobre del 1996, 25 anni fa, dopo due decenni di rivendicazioni, a Lugano vengono occupati i Molini Bernasconi. Nulla sarà più come prima. Nel maggio 2021 il centro sociale viene sgomberato e le ruspe si accaniscono sull’ex macello. L’autogestione a Lugano torna nelle strade. Ci apprestiamo ad intraprendere un viaggio fra fuoco, sgomberi e macerie (macerie macerie). Un percorso nel cuore dell'autogestione, fra i suoi ideali e le sue contraddizioni.Dal 12 ottobre ogni martedì un nuovo episodio online. Non ne usciremo indenni.
#1 - Ce la prendiamo noi
In questo primo episodio di Macerie raccontiamo la storia dell’autogestione in Ticino partendo, idealmente, dall'insurrezione zapatista. Il 1996 in Ticino è stato un anno caldo: la festa al parco del Tassino, l'occupazione di Casa Cinzia a Bellinzona e l'invasione della sala del Consiglio Comunale da parte di Realtà Antagonista. “Se non ce la date, ce la prendiamo noi” era uno degli striscioni della manifestazione del 12 ottobre 1996, si rivendicava la ex-termica, e invece furono occupati i Molini Bernasconi. Da quel giorno a Lugano niente è stato più come prima.
#2 - Dai Molini al Molino
Il momento più sorprendente di una rivoluzione è l’insurrezione: nei primi mesi l’occupazione dei Molini Bernasconi di Viganello richiama migliaia di persone e diventa un incredibile laboratorio sociale e culturale. Ma la realtà autogestita si trova presto a doversi confrontare con il contesto che la circonda: i rapporti con alcuni abitanti del quartiere, infastiditi dal trambusto generato e con le istituzioni, che faticano a comprendere questa realtà, non sono sempre facili. Internamente, nelle partecipatissime assemblee, non è facile tenere insieme le differenti anime che compongono i “Molini”, un esercizio che richiede un grande sforzo politico e umano. Nello stabile occupato si sta cercando di costruire un’alternativa radicale, di realizzare un sogno, confrontandosi con tutte le difficoltà e le contraddizioni che questo, inevitabilmente, comporta.
#3 - Lugano brucia
I Molini Bernasconi non potevano che finire bruciati, perché era troppo alto il loro potenziale sovversivo. E così è stato. In una notte di fine primavera, una mano ignota, appiccò un incendio nella biblioteca, situata nella torre principale del centro sociale. Un trauma, che contibuì a creare una netta distinzione: un prima ed un dopo. Un'inchiesta piena di lacune. L‘autogestione accettò la proposta delle autorità di spostarsi al Maglio, un ex albergo situato nella periferia industriale di Lugano, ma fu una scelta sofferta che creò dubbi e lacerazioni nel gruppo degli autogestiti.MACERIE diventa quindicinale. I temi trattati sono importanti e la raccolta di testimonianze, la discussione, il montaggio e la post produzione richiedono tempi maggiori. Idealmente usciremo quindi sempre di martedì ma ogni due settimane. Il nostro suggerimento è quindi quello di “abbonarsi” al podcast tramite la vostra piattaforma di ascolto preferita, e di seguire i vari canali di movimento che segnaleranno le nuove puntate.
#4 - Meglio al Maglio?
Il Molino, dopo l'incendio doloso della sua sede storica di Viganello, entra negli spazi del Maglio di Canobbio: un ex hotel messo a disposizione delle autorità. Il posto è accogliente ma è molto marginale, in una zona industriale e lontano dalla vita cittadina. La popolazione del piccolo comune non gradisce questa nuova realtà. In questo quarto episodio di Macerie, si racconta della nuova quotidianità degli occupanti, del ruolo delle donne all’interno del movimento, di come veniva gestito il problema dello spaccio, di cani e soprattutto di come funziona l’assemblea, l’organo decisionale del centro, con il suo spirito orizzontale e inclusivo.