Cervelli cetacei e altre storie
(00:00:00) Cervelli cetacei e altre storie (00:03:44) neonati e categorizzazione oggetti (00:22:43) comunicazione nella medicina (00:40:41) Delfini e Orche che collaborano In questa puntata di Scientificast partiamo dai primissimi mesi di vita: davvero a due mesi siamo già in grado di categorizzare il mondo che ci circonda? Ce lo racconta Anna Truzzi, parlando del suo studio pubblicato su Nature Neuroscience, che mostra come i neonati sappiano distinguere e raggruppare gli oggetti molto prima di quanto immaginassimo. Un viaggio nelle origini della conoscenza, quando il cervello è appena agli inizi ma è già sorprendentemente organizzato. Risultati che dialogano anche con l’intelligenza artificiale: lo studio suggerisce che l’apprendimento visivo possa emergere con pochissima esperienza, a differenza degli algoritmi di IA che richiedono enormi quantità di dati e potenza di calcolo per essere addestrati. Un confronto che solleva interrogativi anche sul piano energetico e ambientale, vista la crescente impronta ecologica dei grandi modelli.Restiamo poi in ambito umano, ma cambiamo prospettiva: Francesca intervista il dottor Enrico Lauta, anestesista e direttore di un distretto socio-sanitario della ASL Bari, per parlare della complessità e dell’importanza della comunicazione tra medico e paziente. In questa prima parte ripercorriamo le origini storiche del ruolo del medico e osserviamo come questa figura si sia trasformata dall’antichità a oggi, tra autorità, fiducia e alleanza terapeutica. Nella prossima puntata entreremo nel vivo dell’effetto placebo e del suo ruolo psicologico nella terapia, quando agisce in sinergia con le cure e con il personale sanitario.Infine, spazio al mare: Giuliano ci porta dentro uno studio pubblicato su Scientific Reports che indaga le interazioni tra orche residenti del Nord (Orcinus orca) e delfini del Pacifico (Lagenorhynchus obliquidens) durante la caccia al salmone Chinook (Oncorhynchus tshawytscha). Grazie a droni e a biologger dotati di videocamere, sensori acustici e inerziali applicati a nove individui, i ricercatori hanno osservato movimenti coordinati e una sorprendente assenza di comportamenti aggressivi o di evitamento tra le due specie.Più che semplice co-presenza o competizione, emerge così una forma opportunistica di cooperazione interspecifica, con benefici per entrambi: maggiore efficienza di caccia per le orche, accesso a risorse altrimenti inaccessibili per i delfini. Un risultato che apre nuove domande sulle dinamiche ecologiche e cognitive di queste alleanze tra predatori marini.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scientificast-la-scienza-come-non-l-hai-mai-sentita--1762253/support.
A tutta Barza Brutta di Scientificast: 2019
A carnevale ogni barza vale, anche quelle brutte. Per questo torniamo a ripubblicare la nostra raccolta di barze brutte, oggi siamo nel 2019!Ringraziamo sempre Marco Paglia per il suo incredibile lavoro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scientificast-la-scienza-come-non-l-hai-mai-sentita--1762253/support.
Trovare il pelo nell'equazione
In questa puntata, con Luca e Giuliana in conduzione, vi parliamo dell'equazione di Schrödinger, che compie 100 anni! Un'equazione bella, importante e ancora al centro dell'attenzione della ricerca scientifica.Per approfondire: Paul A. M. Dirac, The Evolution of the Physicist's Picture of Nature, «Scientific American», vol. 2018, n. 5, 1963, pp. 45-53, La bellezza come metodo, Indiana, Milano 2013, pp. 102-105Andrea Vico, accompagnato da Anna Truzzi, consiglia i seguenti libri:“LE PIANTE NON SONO ANIMALI VERDI”, di Marco Ferrari – Bollati Boringhieri (328 pp, 18 euro)“DALLE STELLA ALLA CELLULA”, di Francesco Cacciante - Apogeo (264 pp, 20 euro)[per ragazzi] “LAIKA”, di Nick Abadzis - Tunué- (224 pp, 19 euro)[per ragazzi] “JACK LONDON”, Nicolás Arispe - #logosedizioni ( 40 pp 18 euro)Torniamo in studio con la barza del nostro ascoltatore Fabio, che ringraziamo sentitamente per averci tolto dall'imbarazzo di dirla.Infine Luca ci racconta l'incredibile mondo che si cela dietro i peli della proboscide degli elefanti. Voi sapete quanti sono? E come sono fatti?Per approfondire: https://www.science.org/doi/10.1126/science.adx8981Per chi fosse interessato, a fine puntata abbiamo parlato del corso "Comunicare la Scienza", organizzato da UniBA, che ci ha invitato come docenti. Trovate qui più informazioni sul programma e qui sull'iscrizione per gli esterni.Alla prossima settimana! Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scientificast-la-scienza-come-non-l-hai-mai-sentita--1762253/support.
Streaming di virus conduttori
L'episodio di apre con Valeria che ci parla di virus Nipah. A fine dicembre sono stati registrati due casi in India in due operatori sanitari. Nonostante l'alta mortalità legata a questo virus, per ora i rischi per gli altri paesi sono minimi. Siccome due virus sono meglio che uno, Valeria ci racconta anche un nuovo studio sul virus respiratorio sinciziale che è stato pubblicato su Nature in cui si è capito perchè alcuni virus hanno successo nella replicazione e altri no.Leonardo intervista Antonia Affinito e Raffaele Sommese dell'Universitá di Twente che ci parlano del loro studio sul Piracy Shield, la discutibile tecnología messa in piedi da AGCOM per fermare la diffusione di streaming di eventi sportivi.Tornati in studio dopo una barza geometrica si parla di quali sono le caratteristiche che deve avere un materiale per essere un conduttore, semiconduttore o isolante. Con un argomento ai confini tra la chimica e la fisica, si arriva a parlare di proprietà dei materiali su cui magari non riflettiamo spesso, ma che sono fondamentali nella vita di tutti i giorni.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scientificast-la-scienza-come-non-l-hai-mai-sentita--1762253/support.
Squali? sempre squelli!
Episodio 599 con Luca e Julien casualmente monotematici. Si parla di squali in tutte le salse, Luca ci parla di uno studio recente uscito su Nature Communication sullo squalo della Groenlandia, il vertrebrato più longevo in assoluto, con esemplari che raggiungono la veneranda età di 400 anni. In particolare, lo studio si focalizza sui meccanismi di invecchiamento estremamente rallentati dello squalo, specialmente del suo comparto visivo, che si credeva deperisse anche a causa di alcuni parassiti.Nel nostro intervento esterno Francesca intervista il Dr. Gabriele Micali, leader del gruppo di Microbial Ecology all’Università Humanitas di Rozzano. Il Dr. Micali ci spiega come modelli matematici e simulazioni stocastiche possono essere utilizzati per predire crescita e divisione batterica. Questo è importante sia per capire come il comportamento del singolo batterio influenza la sua comunità batterica, ma anche per capire come questi meccanismi possano intervenire in alcune malattie.Per info sulla conferenza Microfluidics Horizon 2026, che si terrà a Padova 18 al 22 maggio 2026, potete visitare il sito: https://www.microfluidics2026.it/ Dopo una barza brutta e saggiamente polemica, il vero biologo marino del duo parla indovinate un po' di cosa? Esatto, squali martello. Nello specifico, Julien ci rende edotti sulla fondamentale natura della "testa a martello" di questi squali nell'aumentare estremamente l'angolo di visione e la percezione della profondità. Una macchina evolutiva perfettamente selezionata per incrementare le capacità predatorie da fondale e stanare razze e affini. Supportate Scientifcast iscrivendovi al Supporters club di Spreaker per contenuti esclusivi e puntate speciali! Vi segnaliamo inoltre due prossimi premi per la divulgazione scentifica https://www.donnefralestelle.com/premio/https://www.giovediscienza.it/it/premioE infine questo profilo instagram per chi è curioso di mare e biologia marinahttps://www.instagram.com/colmare_/Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scientificast-la-scienza-come-non-l-hai-mai-sentita--1762253/support.