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Nadir Cortesi: «Le imposte non bastano più» e Onsernone cerca donazioni

Apr 2nd, 2026 10:21 AM

👉 https://cdtlink.ch/onsernone-donazioni 👈 Il Comune di montagna lancia una campagna di raccolta fondi destinata a tre progetti scelti a beneficio della comunità – Una prima serata pubblica è in programma l’11 aprile – Il municipale Nadir Cortesi: «Vogliamo aprire il dialogo con la popolazione». Le entrate delle imposte non bastano e così ora si punta sulle donazioni volontarie. Lo ha appena fatto il Comune di Onsernone, nel quale l’80% delle abitazioni è occupato da persone non domiciliate. Ciò significa che solo un quinto della popolazione sostiene la quasi totalità dei servizi comunali, servizi di cui però beneficiano anche i proprietari delle case di vacanza. Una posizione poco sostenibile, soprattutto a lungo termine. Il Municipio, per far fronte alla situazione, ha dunque deciso di avviare una raccolta fondi. «È da un paio d’anni che ci stavamo pensando e ora abbiamo finalmente lanciato l’idea», racconta al Corriere del Ticino Nadir Cortesi, municipale titolare dei dicasteri Educazione, Salute pubblica, Gestione e pianificazione territorio. Una proposta che, perlomeno nel Locarnese, non si era mai sentita né vista. E che va ben oltre le sole elargizioni su base volontaria, andando a disegnare una strategia di ampio respiro che sarà rivelata man mano: «Ci siamo detti che era necessario aprire un dialogo con chi frequenta la valle senza viverci stabilmente. Molti di loro hanno un legame profondo con questa fetta particolare del territorio, spesso da generazioni, e possiedono competenze e sensibilità che potrebbero essere preziose per la comunità. L’obiettivo è creare un ponte tra due mondi». Una serata pubblica è stata organizzata per presentare il nuovo concetto. L’appuntamento è fissato per sabato 11 aprile alle 20 alla sala multiuso di Russo. «È difficile prevedere quante persone parteciperanno: potenzialmente potrebbero essere molte, visto che le residenze secondarie sono quasi mille», osserva ancora il nostro interlocutore, che precisa anche gli ambiti di questa prima fase. La somma che si riuscirà a mettere in cassa, infatti, sarà impiegata per sviluppare tre progetti scelti dall’Esecutivo a beneficio della comunità: l’installazione di defibrillatori, il sostegno al Corpo pompieri e, infine, il completamento del «Sentierone».A proposito del primo, che richiederà alcune migliaia di franchi per i corsi di formazione rivolti agli interessati che si annunceranno - dal momento che le spese di acquisto e messa a punto sono coperte tramite altri finanziamenti -, porterebbe a sette il numero di dispositivi in tutto il comprensorio ancora nel corso di quest’anno. «In una regione discosta come la nostra, i tempi di intervento dei soccorsi possono essere più lunghi e la presenza capillare di questi apparecchi rappresenta un elemento essenziale per aumentare le possibilità di salvare vite». Più «costoso», invece, il secondo capitolo, che «pesa» tra i 50 e i 60 mila franchi annui, esclusi gli investimenti strutturali sullo stabile della caserma e alla sua manutenzione.«Dal 2026, dobbiamo contribuire al Corpo pompieri di montagna Melezza. Un impegno finanziario importante e un sostegno esterno sarebbe prezioso», sottolinea Cortesi.L’ultimo capitolo riguarda la realizzazione del percorso escursionistico che collegherebbe tutte le frazioni, sfruttando una serie di tratti già esistenti, così da evitare la strada cantonale. «Gran parte del tracciato c’è già, tuttavia mancano alcuni segmenti, come tra Mosogno e Berzona, da costruire ex novo. Non abbiamo ancora una stima definitiva, ma ogni contributo può sostenere progettazione, manutenzione o realizzazione delle porzioni non ancora esistenti». Il municipale afferma che l’Esecutivo guidato da Andri Kunz non ha ancora definito se e come ringraziare pubblicamente chi contribuirà. «È presto per stabilirlo: prima vogliamo capire quale sarà la risposta. Personalmente, troverei bello che chi preferisce non donare al Comune possa comunque sostenere un’associazione attiva sul territorio. Perché l’importante è compiere un gesto a beneficio della valle».Infine, un altro degli scopi dell’operazione: aumentare il numero dei residenti. Una «missione» che sarà compiuta nel corso dei vari incontri. «Molti proprietari non portano il domicilio qui, per il timore di non poter più rivendere la casa come residenza secondaria, ma questo vale solo per gli edifici costruiti dopo il 2012 che in Onsernone si contano sulle dita di una mano. C’è quindi molto margine per chiarire dubbi e, magari, convincere qualcuno a compiere il passo».

Renato Gallicciotti: «Salviamo il nostro Castello Pedrazzini»

Mar 30th, 2026 8:58 AM

👉 https://cdtlink.ch/castello-pedrazzini 👈 In questa nuova puntata di CdT-L'ospite—oggi con Renato Gallicciotti, vicesindaco del Comune di Tenero, nonché titolare dei dicasteri Turismo, sport, tempo libero e cultura più Pianificazione e sviluppo territoriale—si parla di un problema con il quale l'Ente locale locarnese è confrontato da decenni, ma la cui soluzione potrebbe essere dietro l'angolo. Il territorio conosciuto per l'attività vitivinicola, il turismo dei numerosi campeggi lungo le rive del lago e lo sport, grazie al centro nazionale, non ha ancora definito quale sarà il destino del maniero in zona Fraccia, sul lato di via San Gottardo e affacciato sulla piazza del paese, tra la chiesa parrocchiale dei santi Pietro e Vincenzo e il ponte sul fiume Verzasca. Il complesso, del Seicento, e quello di Casa Marcacci-Trevani-Pedrazzini, più noto con l’appellativo di Castello Pedrazzini. Ed versa in totale stato di abbandono da parecchio tempo.Il Consiglio di Stato aveva dato via libera alla protezione a livello cantonale del complesso Casa Marcacci-Trevani-Pedrazzini, più noto con l’appellativo di Castello Pedrazzini. Un edificio seicentesco, di proprietà di privati, che da decenni versa in stato di abbandono e che il Comune vorrebbe veder rilanciato come merita. Nel vincolo - che fra l’altro farebbe «salire di livello» la struttura, già riconosciuta a livello locale - era tuttavia raccomandata l’inclusione di tutta la zona, compresa una serie di terreni che si estendono oltre la costruzione stessa. Una questione sulla quale il Municipio aveva fatto sapere di non trovarsi d’accordo. Ora, dunque, sale l’attesa per capire quale sarà la risposta da Bellinzona e, di conseguenza, il destino del maniero in zona Fraccia, sul lato di via San Gottardo e affacciato sulla piazza del paese, tra la chiesa parrocchiale dei santi Pietro e Vincenzo e il ponte sul fiume Verzasca.Un passaggio importante, spiega il vicesindaco Renato Gallicciotti al Corriere del Ticino, perché una volta definiti i contorni, gli attuali proprietari - o eventuali futuri acquirenti - potrebbero accedere a contributi destinati al suo restauro. «Ma l’estensione proposta dalla capitale ci è sembrata eccessiva, avrebbe imposto limitazioni edilizie a numerose proprietà che nulla hanno a che vedere con l’oggetto principale».Il problema più urgente, aggiunge il nostro interlocutore (titolare dei dicasteri Turismo, sport, tempo libero e cultura, nonché Pianificazione e sviluppo territoriale), riguarda il tetto: «Se non viene sistemato, rischia di compromettere l’intero stabile. Come Ente locale ci auguriamo che, una volta chiarito il quadro normativo, si trovi qualcuno disposto a investire nel recupero. Al momento non abbiamo contatti attivi con i proprietari e l’ultimo sopralluogo risale al 2019, insieme ai tecnici cantonali. Sarebbe davvero un peccato perdere questa importante testimonianza».Nel frattempo, dunque, non sono noti progetti in corso. «Spetta ai proprietari presentare eventuali proposte, ma immagino che al momento vorranno capire come si concluderà la procedura. Una volta ottenuto il riconoscimento, avrebbero accesso ai sussidi per il restauro, il che potrebbe facilitare un intervento». Un intervento comunque impegnativo, considerando che l’opera, in stile barocco, è composta da tre ali di due piani da sette locali ciascuno, in parte muniti di soffitti a cassettoni, in parte arcuati.Scoprire, attraverso un pannello trasparente da guardare dalla giusta angolazione, quanto era grande l’antica cartiera. È questo il «piatto forte» del nuovo percorso didattico appena realizzato nella zona riqualificata a sud della stazione ferroviaria di Tenero. «Ci eravamo resi conto che in molti si chiedevano il significato della ciminiera e della grande macina industriale, tuttora protette dal piano regolatore e che devono essere conservate, parte dell’impianto», illustra il vicesindaco Renato Gallicciotti.«Il nostro Comune è cresciuto parecchio negli ultimi decenni e non tutti conoscono la storia del luogo. Questo itinerario serve proprio a raccontarla, sia ai residenti sia ai visitatori, ma soprattutto alle nuove generazioni».Il progetto si inserisce in una cornice più ampia che ha coinvolto le vicine scuole, il cui ampliamento si è appena concluso a settembre con un’opera di quasi 15 milioni, e anche il vicino Lido (in fase di sistemazione con altri tre milioni e mezzo) dagli anni Ottanta di proprietà comunale, ma «nato» come club riservato ai dipendenti di quell’attività ormai scomparsa, che aveva però contribuito parecchio alla crescita del territorio. Tornando ai dintorni del centro commerciale, un’importante area è stata chiusa al traffico veicolare per renderla più sicura e fruibile, collegando il tracciato sia alla ciclopista Locarno-Bellinzona, sia alla zona dei campeggi e delle Bolle.I cartelloni multilingue (in italiano, francese e tedesco), sono collocati in questo particolare luogo ricco di verde e sono in attesa di essere promossi: «Per ora non abbiamo ancora organizzato visite guidate o iniziative specifiche, ma in futuro valuteremo come pubblicizzarlo sia a livello comunale, sia turistico. È probabile che anche le scuole lo utilizzeranno come strumento didattico», conclude Gallicciotti.

Carla Speziali: «Facciamo i nostri auguri a Moon&Stars»: nessun ricorso per i concerti estivi in piazza grande nel 2027

Mar 13th, 2026 10:27 AM

(PUBBLICATO IL 27 GENNAIO)👉 https://www.cdt.ch/news/ticino/facciamo-gli-auguri-a-moonstars-417257 👈 Parla Carla Speziali, rappresentante legale della TAKK ab di André Béchir: «Il termine per ricorrere contro la decisione di assegnare la rassegna di concerti estivi in piazza Grande a Locarno al concorrente Dani Büchi è scaduto e non intendiamo ricorrere. Ora puntiamo tutto sull'aggiudicazione per il quinquennio 2028-2032»🎵🎙️Alla fine, il ricorso non ci sarà. Resta dunque valida l’assegnazione diretta del Municipio di Locarno alla Moon&Stars Festival SA di Dani Büchi per l’organizzazione della rassegna di concerti estivi in piazza Grande nel 2027. Una scelta compiuta dall’Esecutivo per sbloccare l’impasse che si era creata a seguito di un ricorso da parte di un esercente, che poteva mettere a rischio tutta la manifestazione. Il nuovo bando - che vede in lizza anche una terza società, oltre alle due citate - coprirà dunque il periodo 2028-2032, mentre per l’anno prossimo, appunto, ci penserà ancora Moon&Stars. E così, la TAKK ab di André Béchir, fra l’altro creatore della stessa kermesse che negli anni è passata di mano fino all’attuale gestione, inizialmente stava pensando di farsi avanti. Ma, alla fine, ha desistito: «Facciamo gli auguri ai nostri concorrenti per un’edizione di successo. Ora puntiamo tutto sull’aggiudicazione del quinquennio 2028-2032», riferisce al Corriere del Ticino Carla Speziali, rappresentante legale della società.«Il termine per presentare un ricorso è scaduto ieri, lunedì (26 gennaio 2026, ndr.), e abbiamo deciso di non impugnare la decisione. In realtà l’orientamento era già questo fin dall'inizio. Negli ultimi giorni abbiamo fatto ulteriori valutazioni, ma la conclusione non è cambiata. Consideriamo infatti il 2027 un anno di passaggio, poiché il concorso è ancora in corso e riguarda gli anni successivi. In quest’ottica, l’argomento della continuità, su cui il Municipio ha insistito, a nostro avviso ha un suo peso», ribadisce la nostra interlocutrice, che conferma la scelta di concentrare le energie sull’esito della procedura che determinerà l’assegnazione dal 2028 al 2032: «È parso sensato riconoscere una logica nella sequenza: chi si occupa dell’edizione 2026 prosegue anche nel 2027, garantendo una certa linearità nel lavoro. Ci tengo inoltre a riportare la posizione espressa dai miei clienti, in particolare da Sébastien Vuignier, che ha voluto formulare i migliori auguri a Moon&Stars di Dani Büchi affinché l’edizione 2027 sia di alto livello. Così come, ovviamente, quella del 2026, che rappresenta la base stessa della candidatura che abbiamo presentato. Per noi, la priorità resta offrire qualità costante, e riteniamo di aver proposto un progetto molto solido sia per il 2027 sia, soprattutto, per il periodo 2028-2032 messo a concorso, con l’obiettivo di garantire un’edizione curata e all’altezza delle aspettative negli anni a venire». Dal punto di vista dell’immagine, aprire una candidatura con un ricorso non sarebbe stato l’ideale, sottolinea Speziali. «Questo non significa, però, che non ci consideriamo un interlocutore adatto all’organizzazione dei concerti; anzi, vi sono elementi che meritano di essere ribaditi. L’esperienza accumulata da André Béchir e da Sébastien Vuignier, insieme alla rete di contatti costruita negli anni, unica nel suo genere e che permette un accesso privilegiato a grandi artisti e ai loro manager, rappresenta un valore aggiunto notevole e una garanzia di standard elevati. A questo, si aggiungono la solidità finanziaria, l’affidabilità e le competenze organizzative maturate già negli anni in cui Béchir ha curato i concerti di Moon&Stars. Tutti fattori che, a mio giudizio, dimostrano come abbiamo tutte le carte in regola per ottenere l’assegnazione».Dal punto di vista pratico, presentare un ricorso avrebbe inevitabilmente creato complicazioni, conferma la rappresentante legale: «Sì, più passava il tempo, più ridotti diventavano i margini per organizzare un’edizione di livello, e questo è anche il motivo per cui abbiamo sollecitato a più riprese una decisione. Preparare un evento così complesso richiede tempistiche adeguate, e affrontarlo con scadenze troppo ravvicinate sarebbe stato estremamente impegnativo».

Marco Solari: «Io, cittadino onorario, di Locarno vi dico che...»

Mar 6th, 2026 11:41 AM

👉 https://cdtlink.ch/marco-solari 👈 Parla Marco Solari, due volte «onorario»: sia come cittadino, sia come presidente del Festival del film - «Ho scelto un basso profilo, ma non sono un fantasma»Si ringraziano per la collaborazione: Riccardo Lombardo e il Locarno Film Festival, la scuola di cinema Cisa di Locarno (Conservatorio internazionale di scienze audiovisive) e Davide Macchi 💪🦁💙 Marco Solari, due volte «onorario»: sia come cittadino di Locarno, sia come presidente del Festival del film. Ha scelto di tenere un basso profilo, ma ha deciso di concedere un’intervista: «All’inizio non volevo, ma avete fatto leva sul mio senso del dovere», dice al Corriere del Ticino. Già ci sono stati due libri, uno di Matilde Casasopra e una biografia in tedesco «per tentare di spiegare il Ticino ai non ticinesi». In più seminari e conferenze (come quella che si terrà domani, martedì 4 marzo alle 18, alla Biblioteca popolare di Ascona). 💪🦁💙 🟦Perché ha scelto di mantenere un basso profilo e farsi vedere meno? «Perché mi sembrava la cosa più corretta. Chi conclude un incarico dovrebbe farlo con discrezione. Mi riconosco in quella massima dei patrizi bernesi: “Servire e poi sparire”». 🟦Cosa l’ha convinta, oggi, ad accettare questa intervista da cittadino onorario di Locarno? «Avete fatto leva sul mio senso del dovere. Non si può dire sempre no, altrimenti si rischia davvero di diventare un fantasma. Ogni tanto bisogna mostrarsi». 🟦Le manca la vita del Festival? «La nostalgia c’è, eccome: degli anni intensi, dei collaboratori, e soprattutto del pubblico di piazza Grande, che era meraviglioso. Vivo comunque tutto ciò con tranquillità e un equilibrio sereno». 🟦Cosa significa «cultura»? «Di definizioni ne esistono migliaia, ma quella che sento più vicina è un po’ kantiana: la capacità di stupirsi davanti al cielo stellato e, allo stesso tempo, di riconoscere dentro di sé la legge morale». 🟦Oggi incontra spesso il pubblico in contesti più raccolti. «È un rapporto più intimo, direi anche più profondo. In piazza Grande parlavo davanti a ottomila persone, e ogni parola aveva un peso enorme. Ora il dialogo è più vicino, più caldo. È un’altra forma di intensità». 🟦Ha delle figure di riferimento? «Da giovane, quando dirigevo l’Ente del turismo, frequentai persone come Piero Bianconi, Virgilio Gilardoni, Plinio Martini. Hanno influenzato il mio modo di guardare al Ticino». 🟦E in politica? «Sono stato vicino a Flavio Cotti e Pascal Delamuraz. Ho avuto un ottimo rapporto con Marina Masoni». 🟦Nel mondo imprenditoriale? «Moritz Suter fu un compagno di tante avventure, soprattutto per l’aeroporto di Agno. E una figura che mi colpì profondamente fu Angelo Conti Rossini: un ristoratore, un intellettuale, un maestro di vita». 🟦Ha conosciuto Sandro Pertini: che impressione le lasciò? «Indelebile. Un giorno, durante una visita ufficiale negli anni Ottanta a Morcote, al mattino presto, parlammo da soli per un momento. Gli chiesi degli anni in prigione». 🟦Cosa le disse? «Mi rispose con una frase che conservo ancora: “Mai piegarsi alla prepotenza. Mantieni la fiducia, così non perderai la tua dignità”. È stato un uomo di una sincerità disarmante». 🟦Che cosa rappresentò il 700. della Confederazione? «Fu molto più di un anniversario. Era un’occasione per interrogarsi sul futuro del Paese. Ricordo l’inaugurazione sotto la tenda di Botta a Bellinzona: da una parte i gruppi folkloristici legati al fuoco, dall’altra discorsi memorabili. Quello di Jean Starobinski rimane, per me, il più bello dell’anno celebrativo». 🟦Quando è iniziato il suo legame con il Festival del Film? «Nel 1973. Raimondo Rezzonico, allora presidente, mi chiamò per occuparmi dei rapporti con la stampa. Fu lui a salvare il Festival in un momento delicato. Poi, nel 2000, con una nuova crisi in corso, mi venne chiesto di assumere la presidenza». 🟦Oggi, come presidente onorario, ha ancora voce nelle decisioni? «No. Ed è giusto così. Chi lascia un incarico deve garantire la libertà dei successori. Dico sempre: il suocero entra in casa della nuora solo se invitato». 🟦Qual è stata la serata più bella della sua presidenza? «Senza dubbio l’ultima. Bellissima e malinconica insieme. Salutare quel pubblico così sensibile fu molto toccante. Quando chiamai mia moglie sul palco, il suo sorriso illuminò la piazza: molti scoprirono allora che sono sposato».

«Io, decano dei carnevali, vi racconto come sono cambiati»: parla Luciano Dalsoss, «re Sbotapiss» per quasi mezzo secolo, a Muralto

Feb 17th, 2026 7:59 PM

Per quasi mezzo secolo tutti l’hanno conosciuto come re Sbotapiss. Oggi, però, deposta la corona da regnante di Muralto nel periodo dei bagordi, il «decano» dei carnevali si racconta al Corriere del Ticino: dai suoi primi passi come sire, «quasi controvoglia» passando per la grande evoluzione vissuta dalle popolari manifestazioni. «Era tutto più “alla buona”, ai tempi. Ora c’è meno spontaneità, più controlli e più sicurezza», dice il 90.enne Luciano Daldoss, sottolineando di non vederla per forza come una cosa negativa. «Facevo parte del comitato del carnevale già prima della mia incoronazione, sono entrato nel 1963», premette il nostro interlocutore dalla sua abitazione di Ascona: da ormai dieci lustri, infatti, vive nel Borgo locarnese, luogo ha lavorato a lungo come custode delle scuole comunali. «Sì, sembra assurdo. A Muralto non ci ho mai abitato, nemmeno cinque minuti», esclama con un sorriso prima di riprendere il filo del discorso.

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