Il pianoforte, i suoi parenti vicini e lontani, la sua sterminata letteratura, gli autori e gli interpreti che lo hanno incoronato strumento tra gli strumenti. Un affascinante universo sonoro in bianco e nero da esplorare tra incontri, ascolti e interviste.

Episode List

“Complice la notte”. Il romanzo di Marija Judina (3./3)

Aug 27th, 2022 3:00 PM

Succede di notte. Una notte di inizio marzo del 1953. Il fruscio della puntina scava il solco di un disco che gira a vuoto. Si direbbe che l’uomo riverso sul divano sia addormentato se non fosse per la mano inerte, protesa verso il pavimento quasi a cercare un appoggio. Nella dacia di Kuntsevo, una manciata di chilometri da Mosca, dentro un bosco di querce e pini, aceri e betulle, tutto è silenzio ormai. La neve cade senza tregua, copre ogni rumore, tranne quell’insistente strofinio sulla gommalacca del 78 giri, edizioni Melodyia, ascoltato così tante notti, e anche quell’ultima. Mozart, chissà per quali vie segrete, era riuscito a giungere nella zona oscura dell’anima di Iosif Vissarionovič Džugašvili, in arte Stalin, fino a strappargli delle lacrime. Ma a turbarlo non era soltanto la musica. Era chi la eseguiva: la pianista Marija Judina. Poco nota in Occidente perché osteggiata dal regime sovietico per la religiosità estrema e la spregiudicatezza intellettuale, Marija Judina è stata una delle grandi figure del pianismo russo del Novecento. Intrecciando documentazione storica e libertà narrativa, questo libro racconta la storia di una donna appassionata e ribelle, una “monaca” in scarpe da ginnastica innamorata di Dio e di Bach, paladina di tutte le avanguardie. Leggendari il suo scontro con Stalin, che pur tenendola a distanza ne apprezzava il talento geniale, e i suoi incontri con poeti e musicisti scomodi come Achmatova e Mandel’štam, Pasternak e Florenskij, Šostakovič e Prokof’ev. Il ritratto di un’artista eccentrica, protagonista di tempi roventi. Continuiamo in questa terza e ultima puntata di “Arabesque” l’incontro con Giuseppina Manin autrice del romanzo che racconta la vita di Marija Judina, “Complice la notte”, realizzato da Roberto Corrent.

“Complice la notte”. Il romanzo di Marija Judina (2./3)

Aug 20th, 2022 3:00 PM

Succede di notte. Una notte di inizio marzo del 1953. Il fruscio della puntina scava il solco di un disco che gira a vuoto. Si direbbe che l’uomo riverso sul divano sia addormentato se non fosse per la mano inerte, protesa verso il pavimento quasi a cercare un appoggio. Nella dacia di Kuntsevo, una manciata di chilometri da Mosca, dentro un bosco di querce e pini, aceri e betulle, tutto è silenzio ormai. La neve cade senza tregua, copre ogni rumore, tranne quell’insistente strofinio sulla gommalacca del 78 giri, edizioni Melodyia, ascoltato così tante notti, e anche quell’ultima. Mozart, chissà per quali vie segrete, era riuscito a giungere nella zona oscura dell’anima di Iosif Vissarionovič Džugašvili, in arte Stalin, fino a strappargli delle lacrime. Ma a turbarlo non era soltanto la musica. Era chi la eseguiva: la pianista Marija Judina. Poco nota in Occidente perché osteggiata dal regime sovietico per la religiosità estrema e la spregiudicatezza intellettuale, Marija Judina è stata una delle grandi figure del pianismo russo del Novecento. Intrecciando documentazione storica e libertà narrativa, questo libro racconta la storia di una donna appassionata e ribelle, una “monaca” in scarpe da ginnastica innamorata di Dio e di Bach, paladina di tutte le avanguardie. Leggendari il suo scontro con Stalin, che pur tenendola a distanza ne apprezzava il talento geniale, e i suoi incontri con poeti e musicisti scomodi come Achmatova e Mandel’štam, Pasternak e Florenskij, Šostakovič e Prokof’ev. Il ritratto di un’artista eccentrica, protagonista di tempi roventi. Continuiamo in questa seconda e nella prossima puntata di “Arabesque” l’incontro con Giuseppina Manin autrice del romanzo che racconta la vita di Marija Judina, “Complice la notte”, realizzato da Roberto Corrent.

“Complice la notte”. Il romanzo di Marija Judina (1./3)

Aug 13th, 2022 3:00 PM

Succede di notte. Una notte di inizio marzo del 1953. Il fruscio della puntina scava il solco di un disco che gira a vuoto. Si direbbe che l’uomo riverso sul divano sia addormentato se non fosse per la mano inerte, protesa verso il pavimento quasi a cercare un appoggio. Nella dacia di Kuntsevo, una manciata di chilometri da Mosca, dentro un bosco di querce e pini, aceri e betulle, tutto è silenzio ormai. La neve cade senza tregua, copre ogni rumore, tranne quell’insistente strofinio sulla gommalacca del 78 giri, edizioni Melodyia, ascoltato così tante notti, e anche quell’ultima. Mozart, chissà per quali vie segrete, era riuscito a giungere nella zona oscura dell’anima di Iosif Vissarionovič Džugašvili, in arte Stalin, fino a strappargli delle lacrime. Ma a turbarlo non era soltanto la musica. Era chi la eseguiva: la pianista Marija Judina. Poco nota in Occidente perché osteggiata dal regime sovietico per la religiosità estrema e la spregiudicatezza intellettuale, Marija Judina è stata una delle grandi figure del pianismo russo del Novecento. Intrecciando documentazione storica e libertà narrativa, questo libro racconta la storia di una donna appassionata e ribelle, una “monaca” in scarpe da ginnastica innamorata di Dio e di Bach, paladina di tutte le avanguardie. Leggendari il suo scontro con Stalin, che pur tenendola a distanza ne apprezzava il talento geniale, e i suoi incontri con poeti e musicisti scomodi come Achmatova e Mandel’štam, Pasternak e Florenskij, Šostakovič e Prokof’ev. Il ritratto di un’artista eccentrica, protagonista di tempi roventi. In questa e nelle prossime due puntate di “Arabesque” Roberto Corrent incontra l’autrice di una splendida biografia di Marija Judina intitolata “Complice la notte”, Giuseppina Manin.

Fauré e il pianoforte

Aug 6th, 2022 3:00 PM

®Il Canada non ha dovuto aspettare il recente meritato successo al Concorso Chopin di Varsavia del giovane Bruce Liu per rendere interessante ai nostri occhi il suo catalogo di pianisti: tra gli ospiti di questa trasmissione ricordiamo Angela Hewitt, Marc-André Hamelin, Jan Lisiecki… E poi Glenn Gould, Charles Richard-Hamelin, Paul Bley, Oscar Peterson, Diana Krall. “Arabesque” ha il piacere di ospitare oggi un eccezionale pianista nato a Montréal nel 1959, ma da molti anni residente in Europa, prima in Parigi, poi a Berlino e ora a Lugano… Stiamo parlando di Louis Lortie, vincitore del Concorso Busoni e della Leeds Piano Competition nel 1984, e con più di 50 registrazioni al suo attivo per l’etichetta Chandos. Le ultime due sono dedicate alla musica francese, e più precisamente a Camille Saint-Saëns e Gabriel Fauré.Prima emissione mercoledì 15 dicembre 2021

Per i 90 anni di Alfred Brendel (e Piero Rattalino)

Jul 30th, 2022 3:00 PM

®Per il curatore di questa rubrica la figura di Alfred Brendel è stata una presenza costante nel percorso di crescita in termini musicali: Horowitz, Rubinstein, Richter, Michelangeli, Brendel, Argerich, Pollini e Zimerman: più o meno è questo il percorso “storico” dall’Otto al Novecento dell’interpretazione pianistica secondo la biografia di Roberto Corrent. In “zona Cesarini” – perché l’anno 2021 si sta per chiudere – “Arabesque” dedica un omaggio ad Alfred Brendel, che il prossimo 5 gennaio compirà 91 anni. È bello pensare che l’ospite di questa e delle tre precedenti puntate di “Arabesque”, Piero Rattalino, compirà a sua volta 91 anni il prossimo 18 marzo. Iniziamo i nostri ascolti dal corale bachiano “Nun komm der Heiden Heiland” trascritto da Ferruccio Busoni.Prima emissione mercoledì 08 dicembre 2021

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